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Lui & Lei

Una cena tra colleghi


di Membro VIP di Annunci69.it MarcGiulietta
31.01.2026    |    922    |    1 9.7
"Mi gira un'ultima volta e mi guarda godere, con gli occhi sbarrati e umidi, fino ad uscire da me per sborrarmi in bocca..."
Ci siamo guardati negli occhi, è bastato quello. Una scintilla, una scossa che mi percorre la spina dorsale e riverbera prepotente nel basso ventre.
Siamo distanti, non possiamo interagire, è proibito, ma so che questo desiderio lo ha sentito anche lui.
Consumo la mia cena, fingendo disinvoltura, ma non riesco a non pensare alle sue mani tra le mie cosce, alla sua lingua sul mio corpo... A quei denti, con cui lo vedo mordere una fetta di pizza, intorno ai miei capezzoli. Il mio corpo risponde, mi sento inquieta ed eccitata. Percepisco le mutandine bagnarsi sempre più.
Mi guarda di nuovo, negli occhi, senza dirmi una parola. Mi tremano le mani. Nella mia mente sono già a cavalcioni su di lui, il cazzo a farsi largo tra le mie pareti strette ma scivolose, i miei capelli chiusi nel suo pugno destro.
Arriva il dolce. Mi porto alla bocca un cucchiaino carico di semifreddo al cioccolato, non mi placa, non mi raffredda. Dentro sento divampare un incendio.
Gli amici parlano, io rispondo a monosillabi, sono ipnotizzata da lui, schiacciata da un desiderio irrefrenabile.
Ci salutiamo, come se non mi avesse mai fatto gemere, come se non mi avesse mai scopato come la peggio troia. Colleghi, semplici colleghi, che non si stanno neanche troppo simpatici. Colleghi, ad una noiosa cena di fine anno.
Salgo in macchina, porto una mano tra le mie gambe... La mutandina in pizzo è fradicia, mi accarezzo lentamente prima di mettere in moto e andare via.
Ma la macchina non prende la strada di casa, va in direzione opposta. Raggiungo il solito posto, quel B&B pieno di uomini che vanno a puttane, il suo posto preferito in cui scoparmi.
Non so se verrà, non ci siamo detti una parola, non ci siamo scritti un messaggio. Eppure io so che non può ignorare quel desiderio che parte dalla testa e arriva fino alla punta dei piedi.
Aspetto un po', ansimo leggermente, come se avessi le sue mani già addosso. Credo di essere impazzita... Io, dolce, a modo, ben voluta da tutti... In balia di un quasi sociopatico, freddo e sprezzante calcolatore. Eppure sono qui, che guardo l'entrata del parcheggio, mentre i finestrini si appannano per il mio stesso respiro.
Un macchinone fa il suo ingresso trionfale e sento qualcosa di forte alla bocca dello stomaco.
Scende dall'auto, la chiude, entra nel B&B senza degnarmi di uno sguardo. Sa che sono lì. Aspetto qualche minuto ed entro anch'io. Conosco già la strada, so già in quale camera mi aspetta.
Trovo la porta socchiusa, entro e me la chiudo alle spalle.
La stanza è buia, vedo il profilo dell'arredamento dalla flebile luce della luna, rinforzata da qualche lampione.
All'improvviso, qualcuno mi afferra per il collo, da dietro. Una grossa mano, forte e possente mi spinge verso un corpo snello e alto.
"Mi stavi aspettando puttana?"
Mi chiede. Mi sento la testa girare, sa quanto mi infiamma la sua volgarità. Il lato nascosto di un uomo per bene, rispettato e ben voluto, freddo e distaccato...
Annuisco, non riesco a parlare, sono troppo eccitata.
Con l'altra mano mi accarezza una coscia e si infila sotto la gonna del tailleur grigio, alzandola fino a mostrare le autoreggenti. Le accarezza per qualche secondo...
"Allora volevi proprio essere scopata stasera."
Tira su con forza la gonna, mettendo in bella vista il mio intimo.
"Cristo quanto sei puttana..."
Mi volta la testa e mi infila la lingua in bocca, famelico, prepotente... Non è un bacio, è intenso, quasi violento.
Mi volta e mi guarda... Il petto che si alza e si abbassa velocemente per l'eccitazione. Fa un passo indietro.
"Spogliati troia, fammi vedere"
Non rispondo, faccio come dice. Sbottono la camicetta... La lascio cadere alle mie spalle... Poi passo alla gonna, che mi scivola ai piedi.
Lui è fermo, immobile, mentre con gli occhi percorre la mia figura. Si sofferma sulle gambe fasciate dalle autoreggenti, sul perizoma di pizzo nero che indosso, abbinato al corpetto, che strizza il mio seno modesto e mette in evidenza i capezzoli duri.
Fa un respiro profondo. Come un predatore che sta scegliendo come attaccare la sua preda.
Di solito a questo punto, mi afferra con forza, mi gira e mi mette a pecora, mi schiaffeggia forte il culo ed entra dentro fino in fondo, senza darmi il tempo nemmeno di respirare.
Ma stavolta no.
Si avvicina, si sbottona la camicia, si abbassa i pantaloni e resta nudo difronte a me. Depilato, eccitato, perfetto. Ho la figa che pulsa di desiderio, d'istinto porto due dita sul clitoride, vorrei alleviare la mia sofferenza. Ma lui mi afferra la mano e con l'altra mi da uno schiaffo in faccia.
"Non ti permettere. Tu non ti tocchi hai capito?" Annuisco. Con lui non si discute. La figa sempre più bagnata.
Mi oltrepassa e si va a sedere sulla poltrona. Mi fa un cenno con la testa, leggerissimo. Ma io ho già capito e mi precipito subito in ginocchio ai suoi piedi come una cagna in attesa del suo biscotto.
Con un altro cenno mi dà il permesso... E comincio a toccarlo, a baciargli le cosce, il pube... Lentamente... Lui reclina la testa all'indietro e chiude gli occhi... Gli lecco l'asta, mi soffermo sulla cappella, lui geme... Lo prendo tutto bocca, mentre gli massaggio le palle con le mani.
Lo succhio con avidità e intensità. Il suo cazzo è come una droga, starei ore a succhiarglielo.
"Ti piace succhiarmelo eh?" sogghigna mentre io accelero il ritmo per dargli ancora più piacere.
Lui mi afferra per i capelli e mi spinge il cazzo in gola. Un conato mi risale dallo stomaco, mi soffoca, quasi mi manca l'aria quando decide di staccarmi da lì.
Respiro un po' affannosamente mentre lui continua a sogghignare...
Mi alza da terra, senza troppa delicatezza. Si alza anche lui. Il cazzo di marmo, lì, minaccioso.
"Mi hai guardato tutta la sera con quello sguardo da troia... Non desideravi altro. Ti saresti fatta mettere a pecora davanti a tutti i colleghi. Avresti mostrato il culo a tutti per prendere il mio cazzo stasera... Sono così tentato di mandarti via così, con la figa che cola... so che arrivata a casa ti infileresti un bel vibratore in figa fino ad esplodere... Pensando che sia il mio cazzo a scoparti... Non è vero?"
Annuisco.
"Ma non resisto, devo sfondartela questa figa..."
Mi sbatte sul letto e mi apre le gambe, mi sposta il perizoma ed entra tutto dentro, forte, fino in fondo.
Non mi ha messa a pecora perché sa che con questa posizione sento tutto, sento troppo. Apro la bocca per ansimare e lui me la tappa. Gli occhi di un animale feroce a scrutarmi.
"Ora ti fai scopare, muta, come la cagna che sei".
Comincia a spingere forte, ogni colpo risuona nel mio ventre e mi fa tremare tutta. È così intenso, mi sembra di impazzire, urlo, lui mi stringe sempre di più la mano sulla bocca.
Esce di colpo, mi gira e mi prende da dietro, schiacciandomi sul letto.
È indomabile, mi fa impazzire.
Mi stringe i polsi dietro la schiena, continua a spingersi dentro di me per un tempo che sembra infinito.
Esplodo in un orgasmo che mi fa tremare tutta. Esce da me e mi lascia così, stesa a pancia in giù ancora ansimante.
Si versa da bere, ancora col cazzo duro. Fa un paio di sorsi, lo vedo con la coda dell'occhio.
"Guarda quanto sei puttana, tutti in ufficio dovrebbero vederti così, con la figa aperta che cola e con la voglia di essere scopata ancora e ancora... Insaziabile..."
Mi tira su, mi mette a pecora ed entra di nuovo prepotentemente. Mi scopa forte, mi sculaccia, mi infila due dita nel culo... Non riesco a recepire tutti gli stimoli che mi dà.
Tiene il ritmo, come un toro da monta che non scopa da settimane.
"Tanto lo sai che mi fermo solo quando mi avrai implorato di smetterla". Mi sussurra all'orecchio. So che non mente. So che mi scoperà fino a quando non sarò distrutta, senza forze. So che domani in ufficio godrà nel vedermi camminare con difficoltà, che non aspetta altro.
Mi sborra sulla schiena e prende a sculacciarmi forte.
Poi passa a torturarmi il culo, prima con le dita e poi con la punta del suo cazzo grosso e spesso, di nuovo pronto per me.
"Ce l'hai così stretto stasera... Sarà ancora più bello spaccartelo per bene..."
Non riesco più neanche ad urlare... Ho perso il conto di quante volte sono venuta.
Mi gira un'ultima volta e mi guarda godere, con gli occhi sbarrati e umidi, fino ad uscire da me per sborrarmi in bocca. Mi inonda con la sua sborra calda, e mi disseta, la bevo fino all'ultima goccia.
Lui mi accarezza la testa, soddisfatto.
"Quanto è brava la mia puttanella... Sei sazia finalmente?" Annuisco piano.
Mi prende la mano e mi fa alzare, mi porta davanti allo specchio.
"Guardati..." Ero completamente sfatta, le calze bucate, il trucco colato, un leggero tremolio alle gambe, eco di tutte le sensazioni provate.
"È così che vanno scopate quelle come te... Ora ti rivesti e te ne vai, ma mi lasci le mutande qui, sul letto. Torni a casa senza." Annuisco, ancora.
Lui si chiude in bagno ed io esco dal B&B.
Degli uomini lì fuori mi guardano attentamente e sogghignano, sanno che sono appena stata scopata duro, mi si legge in faccia.
Torno a casa, la figa indolenzita e calda. Con le ultime forze che mi rimangono mi faccio una doccia e mi metto a letto.
Domani sarà una lunga giornata a lavoro.
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